Programma

L’Italia dei Valori partecipa alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna nella coalizione di centro-sinistra per contribuire ad un governo regionale che ponga al centro del suo impegno : legalità e solidarietà, sviluppo economico, occupazione, lavoro, sicurezza, tutela del territorio, difesa dell’ambiente, giustizia sociale.
l’Italia dei Valori riafferma con forza, nel voler conseguire questi obbiettivi, i propri principi essenziali di governo basati sulla assoluta trasparenza, sulla lotta alla burocrazia, sul risparmio sulla spesa pubblica per lo sviluppo, sulla riduzione dei costi della politica, sul sostegno alle giovani generazioni, su un nuovo modello di sviluppo imperniato sulle energie rinnovabili, sulla economia verde, sulla ricerca tecnologica e sull’istruzione.

Per questo, respingiamo con forza la scelta nucleare del governo italiano impegnandoci, a livello nazionale e regionale, a svolgere ogni azione tesa a evitare questa drammatica prospettiva per le prossime generazioni.

1) LAVORO E LOTTA AL PRECARIATO

-Disporre ammortizzatori sociali a favore di tutti i lavoratori che ne sono privi, ivi compresi i lavoratori legati ad aziende “ufficialmente” non in crisi ma che non percepiscono reddito.
- Tassare con aliquota minima gli aumenti salariali dei prossimi contratti aziendali.
- Semplificare i contratti di assunzione in un’unica tipologia di inserimento lavorativo: l’apprendistato
- Individuare più stringenti sistemi e controlli per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, le forme occulte attraverso cui viene mascherato il lavoro non in regola o in nero (vedi false forme di volontariato).
- Promuovere un sistema regionale di incrocio domanda-offerta anche con Portale Internet regionale dedicato rivedendo i criteri con cui i centri per l’impiego stilano le graduatorie per assegnare turni di lavoro a disoccupati.
- Incentivi alle imprese che assumeranno a tempo indeterminato over 40 disoccupati e percorsi mirati di formazione e riqualificazione professionale.
- Le azioni di sostegno alle aziende “abbassamento aliquota IRAP”, vanno direttamente proporzionate alle assunzioni e trasformazioni dei rapporti di lavoro da precario a tempo indeterminato, nonché all’ impegno a non de-localizzare fuori regione.
- Accompagnare le politiche di sostegno con sistemi finalizzati al reinserimento nel mondo del lavoro.
- Nelle gare di appalto della P.A. e delle società partecipate, inserire una clausola sociale per i lavoratori delle diverse aziende che applicheranno un esclusivo contratto nazionale di riferimento. (No al Dumping contrattuale)
- La Regione dovrà favorire l’applicazione del nuovo modello contrattuale, favorendo la contrattazione di secondo livello tramite degli incentivi fiscali per azienda e lavoro.
- Ottimizzare le funzioni degli enti deputati al controllo nelle aziende per ridurre il numero di infortuni sul lavoro e combattere il fenomeno del lavoro nero. Questo rappresenta la più alta forma di concorrenza sleale per le aziende.

2) ECONOMIA E INNOVAZIONE

- Centralità della green economy: la tutela ambientale deve essere la leva per lo sviluppo sostenibile ed informare ogni intervento in campo economico (industria, agricoltura e terziario) della regione.
Si fa riferimento a progetti già in essere da sviluppare ulteriormente : AGER (agroalimentare e ricerca) – Accesso al credito delle PMI – Progetti di ricerca collaborativa delle PMI – Progetti di introduzione di ICT nelle PMI e reti d’impresa – Progetti innovativi nel campo delle tecnologie energetico-ambientali.
- Ricerca tecnologica e innovazione: passaggio dai distretti produttivi ai distretti tecnologici.
Ci si riferisce ai progetti già in essere e da sviluppare ulteriormente: RETE ALTA TECNOLOGIA (creazione dei tecnopoli).
- Apertura al mercato mediante concrete iniziative di liberalizzazione dei servizi pubblici locali (ad esclusione del servizio idrico).
- Sostegno ai processi per la semplificazione delle procedure amministrative per la creazione e la gestione delle imprese, per quanto di competenza della regione e degli enti locali.
- Monitoraggio rigoroso degli adempimenti degli enti locali per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle imprese ed impedire l’assegnazione di opere o servizi pubblici ai condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione.

3) SICUREZZA E IMMIGRAZIONE

- Investire nell’implementazione dei controlli che riguardano la corretta ed effettiva applicazione delle norme a tutela della sicurezza dei trasporti e della sicurezza su tutti i luoghi di lavoro (agricolo, edilizio, ecc..), in attuazione di fondamentali materie di competenza della regione.
- Investire sulla predisposizione di centri servizi per cittadini immigrati al fine di agevolare la conoscenza delle normative interne per favorire l’accoglienza e integrazione, garantendo l’accesso ai servizi sociali, sanitari e scolastici.
- Garantire forme di partecipazione alla vita democratica, anche attraverso il rafforzamento degli strumenti di coinvolgimento delle Istanze rappresentative degli immigrati.

4) PUBBLICA AMMNISTRAZIONE E TRASPARENZA

- Aumentare il rapporto di fiducia fra cittadini e P.A. attraverso l’incentivazione delle misure volte ad accrescere trasparenza e chiarezza (semplificazione delle procedure, delegificazione e deregolamentazione attraverso la predisposizione di testi unici di settore, ecc…).
- Rafforzare le prerogative del difensore civico regionale, sul quale investire anche in funzione di un’utilissima attività di mediazione per la soluzione di conflitti tra cittadini e P.A. e la prevenzione del contenzioso.
- Istituzione di un osservatorio normativo con il compito di monitorare costantemente l’applicazione concreta della legge, con particolare riferimento alle normative regionali in due materie decisive: sviluppo ordinato ed ecosostenibile del territorio; spesa sanitaria.

5) SCUOLA , CULTURA E RICERCA

Investire sulla conoscenza e la formazione per tutto l’arco della vita è il fondamento perché i cittadini possano dotarsi di un pensiero critico. Investire nella scuola, nell’Università, nella ricerca e nella cultura significa investire sul futuro delle società. Una politica preoccupata solo di tagliare la spesa nella scuola e nella cultura ipoteca il futuro di tutti.

- Una scuola laica e pubblica.
- Banda larga su tutto il territorio regionale.
- Rioccupare gli insegnanti in esubero finanziando progetti di doposcuola per alunni con difficoltà negli studi o a rischio di abbandono scolastico, al fine di non far ricadere sulle famiglie i costi delle ripetizioni private.
- Finanziare progetti che favoriscano la diffusione della cultura scientifica oltre che umanistica, in modo che ogni cittadino possa affrontare, con pensiero autonomo, anche le importanti sfide ambientali ed energetiche che ci attendono.
- Perseguire la massima fruizione della cultura con prezzi agevolati e musei aperti di sera.
- Aprire la prova generale nei teatri lirici e di prosa durante la mattina per le scolaresche.
- La regione si impegna a svolgere ogni azione per l’adeguamento degli investimenti in ricerca e per gli istituti universitari dall’1% attuale agli standard del 3% europei.

6) FAMIGLIA E DIRITTI ALLE PERSONE

La famiglia è la comunità primaria in cui si sviluppa la persona umana. Su di essa non possono ricadere i costi della crisi economica, sia in termini di disoccupazione sia per il progressivo svuotamento di risorse delle Istituzioni Educative.

- La regione si impegna a sostenere ogni azione volta a riconoscere un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto.
- Potenziare la presenza di servizi educativi e centri di accoglienza per bambini in età prescolare con diminuzione delle rette a carico delle famiglie/coppie di fatto.
- La Regione si impegna a riconoscere il lavoro di gestione del nucleo familiare da parte delle madri.
- La Regione si impegna a promuovere il diritto di ogni persona ad avere una casa. Promuovere una politica della casa che non sia governata solo dalle leggi del mercato.

7) SANITA’

La Regione Emilia-Romagna ha sempre praticato una politica dell’integrazione socio-sanitaria nell’offerta dei servizi ai cittadini utenti, ponendo la persona al centro dell’assistenza;

- Continuare nel processo di valorizzazione degli ospedali decentrati nell’ambito del sistema ospedaliero regionale con la messa in rete ed il rinnovamento dell’offerta assistenziale rispettivamente dei Servizi Ospedalieri e dei Servizi Territoriali;
- Facilitare l’accesso ai percorsi di approfondimento diagnostico nell’ambito dell’assistenza specialistica ambulatoriale e la sua qualificazione;
- Ridurre i tempi delle liste d’attesa;
- Miglioramento e qualificazione dell’assistenza domiciliare;
- Mantenimento della qualità e dell’efficacia del Servizio Sanitario di fronte ai mutati bisogni assistenziali con particolare riferimento ai programmi di assistenza integrata;
- Trattamento integrato del paziente con disturbi mentali e del bambino cronico o con disagio psico-sociale nella medicina generale-pediatria di libera scelta;
- Assistenza e sostegno alla donna in gravidanza;
- Diffusione delle cure palliative;
- Consolidamento della rete dei servizi dedicati alle demenze senili;
assistenza e sostegno alla popolazione anziana;
- Presa in carico del giovane, dell’adolescente, del bambino affetto dalle diverse manifestazioni del disagio (disturbi del comportamento alimentare, abuso di sostanze, problematiche inerenti la sfera sessuale, disagio psichico-comportamentale, integrazione multietnica);
- Procedere nella razionalizzazione di ASC (Azienda Speciale Consortile) e ASP (Azienda Speciale Pubblica) al fine di migliorarne la funzionalità ed efficacia sul territorio.

8) TERRITORIO E MOBILITA’

L’Emilia Romagna è riferimento nazionale di efficacia e buon governo da anni, ma la pianificazione territoriale e urbana locale, densa di norme scoordinate ai vari livelli istituzionali, le necessità dei bilanci dei comuni, i trend di sviluppo e dell’economia, hanno portato ad una forte crescita dell’urbanizzazione, passando in poco più di 20 anni dal 4,8% al 8,6% di suolo urbanizzato sull’intera regione.
Occorre una nuova fase politico/amministrativa, come sollecita il recentissimo PTR, che ponga al centro della propria azione territoriale:
- il contenimento del consumo di territorio e di quello energetico;
- la qualità dell’aria e delle acque di falda e di superficie e dell’ambiente in generale;
- il no all’erosione delle coste, alla subsidenza e agli aspetti di squilibrio idrogeologico;
- uno accordo di scambio fra uso del territorio e socialità, soprattutto delle classi più deboli.

Per questo e per non fare regredire il patrimonio di eccellenza fin qui accumulato, occorre una modifica di rotta in campo nazionale, regionale e locale attraverso:

- rispondere prioritariamente alle esigenze abitative di giovani, anziani, immigrati, categorie deboli, innestando una azione concertata fra istituzioni, mondo del credito e privati;
- privilegiare l’intervento edilizio in aree industriali, ferroviarie e demaniali dismesse per risparmiare territorio;
- privilegiare ed incentivare gli interventi edilizi che ottimizzino l’energia solare;
- rafforzare ulteriormente la pianificazione intercomunale ed i meccanismi di compensazione fra comuni per eliminare pressioni di singoli comuni verso un utilizzo eccessivo del suolo per edificazione;
- privilegiare l’edificazione ed i poli attrattori di mobilità vicino alle infrastrutture portanti di trasporto pubblico ed in particolare di quello ferroviario regionale;
- progettare, fare cultura e svolgere ogni azione diretta ed indiretta di intervento ,stimolo e repressione per diminuire drasticamente l’incidentalità stradale ancora altissima e catastrofica soprattutto nelle giovani generazioni;
- rafforzare le azioni istituzionali, normative e di impegno di spesa per investimenti e gestione, per invertire il trend regionale di diminuzione di uso del trasporto pubblico, rafforzando in particolare l’impegno per il trasporto ferroviario regionale, locale e del “sistema ferroviario metropolitano bolognese (SFM), oggi discriminate rispetto ai servizi di A.V.
- incentivare i sistemi di trasporto alternativi (Car Sharing, Car Pooling), a “zero emissioni” quali la bicicletta e i pedoni, investendo in un “progetto mobilità ciclabile e pedonale” dell’intera Emilia Romagna.
- perseguire il sistema metropolitano policentrico regionale valorizzando le singole realtà urbane impostando sviluppo ed uso del suolo sulla rete infrastrutturale come funzione ordinatrice.

9) AMBIENTE E ENERGIA
FOTOVOLTAICO
· Ad oggi esistono incentivi solo per i piccoli impianti ad uso domestico o personale, intendiamo estendere tali incentivi anche per gli impianti privati più grandi in modo da reintrodurre nella rete l’elettricità non utilizzata che potrebbe essere disponibile per gli abitanti dei centri storici.
· Proponiamo l’utilizzo di direttive regionali sull’impatto ambientale dei pannelli a terra non derogando più ai singoli comuni o provincie la scelta.
· Vogliamo una semplificazione della burocrazia in modo da invogliare i cittadini al fotovoltaico. Le norme burocratiche infatti sono spesso complesse e incidono per un costo del 10% , noi proponiamo l’installazione di uno sportello unico, anche telematico, a cui portare tutte le pratiche, un unico riferimento invece di fare girare i tecnici o i cittadini per gli uffici con un aumento del costo del servizio e uno sfinimento psicologico di entrambe.
· Dare incentivi per la creazione di nuove aziende per la produzione di celle fotovoltaiche in modo da incrementare i posti di lavoro con una vera “Green Economy” e cercare di innescare un circolo virtuoso che produce pannelli fotovoltaici utilizzando solo energia solare.
· Dare la possibilità di de-localizzare lo scambio sul posto. Avviene che chi vive prevalentemente in città non abbia la possibilità tecnica di beneficiare di un impianto che potrebbe realizzare in una seconda casa a poche decine di chilometri o in una casa di campagna. Questo però non gli consente di beneficiare dello scambio sul posto del consumo della prima casa, dovrebbe per forza fare lo scambio sul posto sul consumo elettrico della seconda casa. Questa situazione è disincentivante essendo il consumo della seconda casa nettamente inferiore rispetto la principale.
GEOTERMIA
· Incentivi all’utilizzo della geotermia ad alto differenziale di temperatura dove il territorio lo permette e alla diffusione di geotermia a basso differenziale ovvero di impianti a pompa di calore a bassa entalpia che prelevano ed accumulano calore anziché dall’aria (come avviene per gli impianti a pompe di calore tradizionali) dal terreno. Quest’ultimo sistema è interessante in quanto utilizzabile quasi ovunque e permette di riscaldare o raffrescare un edificio con consumi energetici che sono stimati in 1/3 di quelli dei sistemi tradizionali. Diventa estremamente interessante per il raffrescamento in estate, in quanto può funzionare con elettricità prodotta dal sole.
BIOMASSE
· Dove c’è un impianto a biomasse deve esserci la possibilità di fare sorgere aziende che sfruttino il teleriscaldamento.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO
· Diminuire l’inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili incentivando l’uso di auto elettriche con l’installazione di un numero rilevante di torrette per la ricarica veloce sia nei centri storici delle grandi città che in periferia.
· Aumentare in numero ed in qualità i rilevamenti per l’individuazione dell’inquinamento atmosferico. Le normative Europee infatti sono piuttosto arretrate, al momento attuale la legge prescrive che l’inquinamento da particolato sottile dell’aria sia valutato determinando la concentrazione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico medio di 10 e 2,5 micron (chiamate PM10 e PM2,5) e prescrive che la valutazione avvenga per massa. (Direttiva 2008/50/CE e G.U.UE n°152 del 11/06/2008). Nulla si dice, invece, a proposito delle polveri più sottili dalle PM1 (diametro da 1 micron) fino ad arrivare alle PM0,1 (diametro da 0,1 micron) che sono le polveri realmente dannose, con una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro. Per avere un’idea degli effetti sulla salute di queste polveri occorre che le particelle siano non pesate ma classificate per dimensione e contate. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron. Obbligare perciò a valutare il particolato per numero e dimensioni delle particelle e non in massa (μg/m3) come si fa oggi, che non dà indicazioni utili dal punto di vista sanitario e può, anzi, essere fuorviante.
· Incentivare la filiera corta (altresì detta a km 0) in modo da diminuire l’inquinamento dovuto ai mezzi di trasporto su strada.
RISPARMIO ENERGETICO
· Nuove costruzioni sia private che statali obbligatoriamente in classe energetica A;
· Maggiori detrazioni fiscali per chiunque ristruttura l’unità abitativa migliorando la classe energetica anche attraverso l’utilizzo di: tetti verdi, impianti fotovoltaici, solare termico, facciate ventilate, serre solari, geotermia;
· Inserire una normativa regionale che vieti di tenere le luci accese nei negozi e nei supermercati di notte;
RACCOLTA DIFFERENZIATA E TERMOVALORIZZATORI

· Incentivare l’aumento della raccolta differenziata in modo da diminuire la quantità di spazzatura da inviare agli inceneritori;
· Obbligare tutti gli impianti di incenerimento alla valorizzazione energetica producendo dai rifiuti Energia elettrica più teleRiscaldamento in inverno ed Energia elettrica più teleRaffrescamento in estate.

EOLICO ed IDRICO

· Ampliare in numero e migliorare in tecnologia gli impianti eolici, idroelettrici e mini- idroelettrici per la produzione di energia in maniera pulita ed efficiente.

TERMICO SOLARE

· Incentivare l’uso di impianti termici solari per la produzione di acqua calda sia per le strutture pubbliche che private.

NUCLEARE

· Ci impegniamo a non aprire centrali nucleari nel nostro territorio.

ACQUA E ASSETTO IDRICO

· Lasciare la possibilità di avere l’acqua a gestione comunale.
· Prevedere un piano di manutenzione dei corsi d’acqua dove vengano messe in evidenza competenze ed obblighi.

TELERISCALDAMENTO

· Incentivare la realizzazione e l’utilizzo di sistemi di teleriscaldamento alimentati in maniera prevalente (per esempio maggiore del 75%) da fonti rinnovabili “buone” (vedi le centrali a biomasse da filiera corta) o’ dal recupero di cascami energetici (da centrali EE oppure da termovalorizzatori)

INVESTIMENTI
· Investire sull’ambiente e sulla produzione di energia pulita attraverso operazioni di finanziamento a lungo termine come il “project financing” e attraverso le Energy Service Company.
PIANO DI EFFICENTAMENTO ENERGETICO
· Creare un piano energetico per i diversi settori: patrimonio edilizio, consumi industriali, consumi in agricoltura, consumi nei servizi, etc. Questo piano deve prevedere l’indicazione di obiettivi e tecnologie per avere standard di consumo in linea con quelli dei paesi più avanzati del nord Europa.
COGENERAZIONE
· Incentivazione alle produzioni elettriche e termiche tramite sistemi cogenerativi di media e piccola taglia (condomini, abitazioni individuali) in modo che per il riscaldamento e la refrigerazione degli edifici si possa usare in prevalenza energia termica di recupero e non energia primaria da fonti pregiate.
AGRICOLTURA BIOLOGICA

· Prevedere un piano di investimenti per il settore agricolo che vada nella direzione di convertire le attuali metodologie con altre ormai largamente diffuse che vadano nella direzione della salvaguardia del territorio e della salute come il biologico, il biodinamico e l’agricoltura blu.

RICERCA

· Finanziare la ricerca universitaria sullo studio innovativo di produzione dell’energia elettrica attraverso lo sviluppo di centrali osmotiche;
· Finanziare la ricerca universitaria sullo studio di nuovi carburanti biologici i così detti biocarburanti;
· Incentivare la ricerca sui sistemi di cogenerazione, micro-cogenerazione e sulle “smart grid” (sistemi intelligenti di controllo delle reti elettriche e termiche). Tali sistemi diventano essenziali se si vuole passare da una struttura delle reti di distribuzione “ad albero”, dominata dai grandi centri di produzione, ad una struttura “a maglia”, dove prevale la generazione distribuita.
· Incentivare la ricerca per le autovetture elettriche “plug-in” (che si ricaricano attaccandole alla rete) e per le autovetture ibride. Oltre ai benefici connessi alla riduzione delle emissioni nei centri urbani, si potrebbero conseguire importanti risparmi energetici in quanto i rendimenti del sistema produzione/distribuzione elettrica sono di gran lungo superiori ai rendimenti dei singoli motori endotermici.
· Incentivare la ricerca sul termico a motori Stirling con gassificatore. L’integrazione fra il motore Stirling e il processo della gassificazione permette l’utilizzo della biomassa come combustibile per la produzione di energia e l’utilizzo della biomassa permette di avere un ciclo di produzione ad impatto 0 sulle emissioni di CO2. Questo diviene molto interessate per quanto riguarda gli impatti ambientali nella produzione di energia, l’utilizzo del motore Stirling infatti può così diventare una tecnologia da valorizzare per facilitare il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto.

10) ISTITUZIONI EFFICIENTI E RIDUZIONI COSTI DELLA POLITICA

- Prevedere la ineleggibilità all’Assemblea Legislativa regionale per i condannati con sentenza penale passata in giudicato per reati gravi.
- Prevedere una normativa vincolante sul divieto di accesso a cariche pubbliche per coloro che si trovano in conflitto d’interessi, con particolare riferimento alla non candidabilità di coloro che hanno interessi aziendali a qualsiasi titolo in imprese titolari di concessioni pubbliche o che operino nel sistema dell’informazione.
- Favorire, incentivare l’eliminazione di Comuni laddove si possano raggruppare, anche attraverso la creazione di Unioni di Comuni, rivolto specialmente ai Comuni con meno di 3000 abitanti.
- Identificare e/o sostituire le Comunità Montane con Unioni di Comuni.
- Rivedere il meccanismo delle nomine nelle “partecipate” della Regione.
- Prevedere una normativa vincolante su divieto di accesso a cariche pubbliche per coloro che si trovano in conflitto d’interessi, con particolare riferimento alla non candidabilità di coloro che hanno interessi aziendali a qualsiasi titolo in imprese titolari di concessioni pubbliche o che operino nel sistema dell’informazione.

11) TURISMO, SPORT E TEMPO LIBERO

La Regione Emilia Romagna è una delle regioni più attive in Italia per progetti di turismo.
Come destinazione di risorse però è decisamente sbilanciata sulla costa, soprattutto per la capacità degli imprenditori locali, che hanno saputo costruire nel tempo un’industria vincente (circa il 90% delle risorse).
La parte appenninica e le città lungo la via Emilia hanno molto da offrire e sono ancora poco sfruttate turisticamente. Il primo punto che è importante sottolineare è che il Turismo in tutta l’Emilia Romagna deve diventare una industria strategica. Devono essere fatti tutti gli sforzi per portare ausilio agli operatori del settore, gli albergatori, i ristoratori, e tutte la filiere culturali, enogastronomiche e ricreative. Il problema reale è quella di trasformare una visione tattica in una visione strategica, in primis individuare dei plus che possano richiamare visitatori dall’Italia e dall’estero.
In che modo? Individuando con analisi di marketing quelle che sono le eccellenze della regione, ovvero i punti di prestigio che potrebbero fare la differenza. Abbiamo un forte interesse sia in Italia che all’estero per regioni come la Toscana, Marche ed Umbria, a noi vicine per il patrimonio culturale costituito da piccoli borghi e cultura alimentare. Non ci mancano certo le risorse, l’enogastronomia emiliana e romagnola è famosa in tutto il mondo, e anche noi possiamo proporre il turismo slow, piccoli borghi, cultura agreste e attività sportive e ricreative.
Un esempio da seguire, per quello che ci riguarda, potrebbe essere quello dell’Alto Adige e delle Regioni austriache. La loro scelta è rivolta ad una tipologia di turismo che privilegia la famiglia (grande dotazione di kinder hotels), le attività salutistiche come passeggiate, percorsi ciclabili, buona cucina e visite culturali. E’ quello che possiamo offrire alla massima potenza. Serve però un punto di analisi e collegamento dedicato e strategico. Limitando i tanti personalismi fatti da piccoli interessi di campanile di microaree, che senza nulla togliere alla loro validità locale, tolgono risorse a un progetto organizzato strategico.
Poi lavorare sulle industrie di nicchia che possono portare turismo di qualità ad alta redditività, come il turismo golfistico ( 10 milioni di giocatori in Europa).
L’APT regionale e l’assessorato competente devono in altre parole potersi dotare di un ufficio capace di interpretare le tendenze socioculturali a livello europeo ed extraeuropeo (ad esempio la crescita del turismo di weekend e long weekend (3/4 giorni), e di quello salutistico (wellness, non terme !!), che, in una crisi generalizzata del turismo, sono aree in controtendenza.
Il tutto aiutato dagli aeroporti che collegano direttamente la regione alla maggior parte delle grandi città europee.