Il lavoro
Il più grave problema oggi è la mancanza di lavoro, aggravata da un governo che produce disoccupati nella scuola, nella sanità, nella ricerca e sostiene le imprese con poche briciole; a fronte di 300 milioni degli ultimi incentivi, da solo, il medico personale di Berlusconi messo a guidare Catania, ha portato il deficit del suo comune a 1000 milioni.
Purtroppo l’Emilia-Romagna dovrà cavarsela da sola, se vuole costruire una politica industriale che guardi al futuro. Lo sta già facendo, ma occorre porre più attenzione alle piccole imprese, agli artigiani e ai lavoratori autonomi, perché loro costituiscono la spina dorsale della nostra economia e non possiamo pensare di ripartire senza di loro. Aiutarli significa più contributi, più credito, meno burocrazia, più formazione, più consulenze di qualità, precedenza nell’assegnazione dei lavori pubblici. E attenti: il vero nemico della nostra economia è la mafia che tenta di infiltrarsi mentre noi stiamo lì a fare vedere i muscoli ai ragazzi del Fassbinder.